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Il Banchiere Assassinato di Augusto De Angelis

Da marzo 2022, torna in libreria Il banchiere assassinato e il Commissario De Vincenzi

Marzo 2022 vede un nuovo capitolo della saga ideata da Augusto De Angelis e che vede come protagonista il Commissario De Vincenzi. Con Il Banchiere Assassinato ci ritroviamo catapultati nella Milano degli anni Trenta, tra intrighi, sotterfugi e un omicidio di facile soluzione, ma solo all’apparenza.

Il Banchiere Assassinato” è stato scritto nel 1935 ed è, a tutti gli effetti, il primo caso del Commissario Carlo De Vincenzi, capo della squadra mobile di Milano. Uomo sofisticato e dagli interessi sincretici, attento alle evoluzioni del suo tempo, Carlo De Vincenzi è il primo commissario “seriale” a tutto tondo della narrativa crime italiana. Il primo investigatore che si allontana dal metodo “scientifico” alla Sherlock Holmes, per affidarsi a termini di ricerca che prima di tutto indaghino le psicologie, le motivazioni interne e più profonde, dei suoi indiziati. Come farà qualche anno più tardi, George Simenon con il suo Maigret, De Angelis immagina una indagine che parte dalla ricostruzione dei “viventi”, per comprendere le ragioni della vittima e, quindi, risalire al colpevole effettivo.
E in questo primo romanzo, vediamo il suo Commissario alle prese proprio con un caso che, all’apparenza, sembra di facile risoluzione: tutti gli indizi portano a un solo colpevole. Eppure un piccolo dettaglio e l’acuta osservazione di De Vincenzi, lo convincono ad andare più in profondità, senza fermarsi alla soglia dell’evidenza. Uno scenario ancora meglio definito e un ritratto perfetto che troviamo proprio nella prefazione di questa edizione de I Dobloni, scritta da Annalisa Stancanelli.

Nasce così “II Banchiere Assassinato“, un romanzo che ci porta, dalle nebbie di una Milano notturna, fatta di ricchezza e lustrini, serate alla Scala e chiacchiere da “palco”, ricchi affari e banche di un tempo, sino alle quattro pareti di un solo appartamento, il luogo del delitto, dove le psicologie dei personaggi si scontrano con le necessità della vita e le contingenze della morte.

Il libro è stato scelto dalle libraie, Mariana Marenghi e Barbara Monteverdi, come secondo numero della collana de “I Dobloni” da loro stessa curata e che ha come scopo, la riscoperta dei classici che hanno fatto la storia di un genere.

La trama de Il banchiere assassinato

In una Milano di ricchi rampolli e serate alla Scala, di lustrini e risate, si nascondono intrighi e passioni cocenti, drammi che preludono a soluzioni estreme.

Nella nebbia che tutto avvolge, il commissario De Vincenzi viene chiamato a risolvere un caso di omicidio all’apparenza molto semplice: il cadavere del banchiere Mario Carlini giace seduto alla scrivania dell’appartamento del benestante Giannetto Aurigi. Ma il caso non ha messo in conto l’amicizia che lega lo stesso Aurigi  a De Vincenzi e che fa scattare il dubbio nella mente del commissario.
Cosa lega la vittima al suo presunto assassino? E perché Aurigi non è in grado di fornire un alibi? De Vincenzi ha 3 indiziati, un appartamento e 24 ore per scoprire la verità sul caso del banchiere assassinato.

Con questa prima indagine del Commissario Carlo De Vincenzi, scritta nel 1935, conosciamo l’anima più vera di uno dei personaggi chiave del poliziesco italiano.

L’autore

Augusto De Angelis nasce a Roma nel 1888. Laureatosi in Giurisprudenza, sceglie la carriera giornalistica che, presto, lo porta a Milano, dove scrisse per alcuni quotidiani nazionali, tra cui “La Gazzetta del Popolo”, scrive drammi e commedie teatrali, biografie, saggi e si impegna come traduttore dal francese. Il suo primo romanzo propriamente detto è una spy story, Robin agente segreto, scritto nel 1930, ma è con la creazione del commissario Carlo De Vincenzi che si guadagna la definizione di “scrittore di gialli”. Il primo della serie, composta da 18 romanzi in tutto, è del 1935, Il banchiere assassinato, pubblicato dalle allora edizioni Medusa.

La sua attività di scrittore non si esaurisce qui. In un’Italia fascista che faceva del giallo una questione di propaganda e che arriva, nel 1941, a bloccare qualsiasi pubblicazione di romanzi di genere, Augusto De Angelis lavora alacremente come teorico del genere, cercando di dare lustro al romanzo giallo e, soprattutto, creando così le linee per un giallo che non “copi” il successo anglosassone, ma che diventi davvero specchio e spunto di riflessione per la società contemporanea.

Il suo dichiarato antifascismo, espresso senza remore negli articoli pubblicati su “La Gazzetta del popolo” dal 25 luglio all’8 settembre 1943, lo porta all’arresto nello stesso anno con il successivo trasferimento al carcere di Como. Da qui ne uscirà, molto provato, nel 1944 per tornare nella sua abitazione, a Bellagio, sul Lago di Como. Pochi mesi dopo, nella stessa Bellagio, viene aggredito da un “repubblichino”. A causa dell’aggressione, Augusto De Angelis morì pochi giorni dopo.

3 commenti su “Il Banchiere Assassinato di Augusto De Angelis”

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