Vai al contenuto
Home » I Dobloni News » Sei donne e un libro di Augusto De Angelis

Sei donne e un libro di Augusto De Angelis

In Libreria una nuova indagine per il Commissario De Vicenzi: Sei Donne e un libro

A luglio, la collana de I Dobloni della Libreria Covo della Ladra riprende con l’intenzione di pubblicare tutta la serie scritta da Augusto De Angelis e che vede come protagonista il Commissario De Vincenzi. Dal 25 lugliodisponibile in cartaceo ed ebook, torna in libreria “Sei donne a un Libro” in una nuova edizione resa ancora più preziosa dalla prefazione dello scrittore e giallista Andrea B. Ferrari.

“Sei donne e un libro” è una storia di passioni e intrighi, di scheletri nell’armadio e tresche amorose, il tutto condito con quel pizzico di mistero – e paranormale – che rende, questo romanzo, la storia perfetta per questo tempo d’estate. Scritto nel 1936, per Augusto De Angelis è fondamentale per mettere nero su bianco il metodo di indagine, la visione di vita del suo Commissario De Vincenzi. Un Commissario speciale, con una sensibilità fuori dagli schemi della propria epoca, con una sete di conoscenza che lo pone al di fuori della scacchiera del gioco del suo tempo. E lo vediamo bene, quando è a confronto con i suoi colleghi, quando interroga testimoni e indiziati. In “Sei donne e un libro” Carlo De Vincenzi è un uomo che non cerca la conclusione a tutti i costi, non vuole “sbattere in prigione” il presunto colpevole. Indaga per conoscere: la verità, l’animo umano, ciò che muove ogni singola persona.

Con “Sei donne e un libro” I Dobloni tornano a pubblicare i romanzi del primo commissario seriale della storia del giallo italiano. Un nuovo tesoro da aggiungere agli scrigni del Covo della Ladra e dei lettori, insieme a “Il Candeliere a sette fiamme”, “Il banchiere assassinato” dello stesso De Angelis e “La mano tagliata” di Matilde Serao.

La trama de Sei donne e un libro

Le mura domestiche possono essere un rifugio o un vero inferno. Anche questa volta toccherà al commissario De Vincenzi squarciare il velo e scoprire il mostro che si cela nel cuore della “gente per bene”.

Senatore e medico di successo, una attività ben avviata e una moglie splendida, Ugo Magni sembra avere tutto il meglio dalla vita.
E quando il suo cadavere viene ritrovato riverso sul pavimento di una polverosa libreria antiquaria, nessuno sa farsene una ragione.
Al commissario De Vincenzi molti indizi non tornano e accantona subito l’idea di tentato furto finito male.
Ma quali segreti nasconde la vittima?
Chi sono le sei donne che puntellano l’indagine di De Vincenzi?
E cosa c’entra con lui un circolo di spiritisti?
Solo un attento conoscitore dell’animo umano come Carlo De Vincenzi sembra poter dare risposta a queste domande.

L’autore

Augusto De Angelis nasce a Roma nel 1888. Laureatosi in Giurisprudenza, sceglie la carriera giornalistica che, presto, lo porta a Milano, dove scrisse per alcuni quotidiani nazionali, tra cui “La Gazzetta del Popolo”, scrive drammi e commedie teatrali, biografie, saggi e si impegna come traduttore dal francese. Il suo primo romanzo propriamente detto è una spy story, Robin agente segreto, scritto nel 1930, ma è con la creazione del commissario Carlo De Vincenzi che si guadagna la definizione di “scrittore di gialli”. Il primo della serie, composta da 18 romanzi in tutto, è del 1935, Il banchiere assassinato, pubblicato dalle allora edizioni Medusa.

La sua attività di scrittore non si esaurisce qui. In un’Italia fascista che faceva del giallo una questione di propaganda e che arriva, nel 1941, a bloccare qualsiasi pubblicazione di romanzi di genere, Augusto De Angelis lavora alacremente come teorico del genere, cercando di dare lustro al romanzo giallo e, soprattutto, creando così le linee per un giallo che non “copi” il successo anglosassone, ma che diventi davvero specchio e spunto di riflessione per la società contemporanea.

Il suo dichiarato antifascismo, espresso senza remore negli articoli pubblicati su “La Gazzetta del popolo” dal 25 luglio all’8 settembre 1943, lo porta all’arresto nello stesso anno con il successivo trasferimento al carcere di Como. Da qui ne uscirà, molto provato, nel 1944 per tornare nella sua abitazione, a Bellagio, sul Lago di Como. Pochi mesi dopo, nella stessa Bellagio, viene aggredito da un “repubblichino”. A causa dell’aggressione, Augusto De Angelis morì pochi giorni dopo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.